SISTRI ANCHE PER I PARRUCCHIERI
Confermata poi la proroga al SISTRI, la cui nuova data di entrata in vigore è stata fissata per il 30 giugno 2012 per tutte le tipologie di imprese, tranne quelle agricole. Per queste ultime SISTRI non diventerà operativo prima del 2 luglio.
Un ulteriore emendamento – lo ricordiamo – aveva già fatto slittare, sempre al 30 giugno, anche l’entrata in vigore del SISTRI per le piccole imprese artigiane sotto i 10 dipendenti (mentre era prevista al 1 giugno dal Decreto Sviluppo).
Ricordiamo infine che, per quanto riguarda il travagliato regolamento del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi, anche il Decreto Semplificazioni ha appostato novità e modifiche, snellendo le procedure per i produttori e le imprese agricole.

COME VERRANNO CONTROLLATI I CONTRIBUENTI NEL 2012...
“Nel 2012 i soliti ignoti diverranno soggetti noti dal punto di vista fiscale”: lo ha affermato Mario Monti riferendosi al decreto Salva-Italia (confluito nella manovra finanziaria). In effetti, da gennaio sono sotto controllo i conti correnti di tutti gli Italiani: gli istituti bancari inviano al sistema centrale dell’Agenzia delle Entrate, tutti i mesi, un report sui correntisti in modo tale da verificare, attraverso verifiche incrociate, eventuali incongruenze tra reddito dichiarato e spese effettivamente sostenute.
La Guardia di Finanza sta poi portando avanti un piano di controlli coordinato che prevede diversi punti:
riduzione delle soglie sul redditometro (se prima per far scattare un controllo per evasione il reddito dichiarato doveva essere del 25% inferiore alle previsioni, adesso sarà sufficiente il 20%);
spesometro per obbligare i soggetti con partita Iva a comunicare all’agenzia delle entrate incassi di importo pari o superiore a 3000 euro netti; accorpamento in consorzi delle imprese residenti in comuni al di sotto dei 5000 abitanti; tracciabilità per pagamenti superiori ai 1000 euro; estinzione entro il 31 marzo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo superiore a 1.000 euro.
Le misure applicate, nell’opinione di chi scrive, rappresentano una svolta per un paese in cui la Corte dei conti ha recentemente dichiarato che l’arresto per gli evasori fiscali è rimasto “per lo più inapplicato o ha avuto risultati del tutto insoddisfacenti e talvolta anche controproducenti”.
Tuttavia è ineccepibile il fatto che l’Italia stia diventando da una cosa il suo opposto: se prima era un paese dall’evasione facile, adesso la strada intrapresa porta verso una nazione dai sofisticatissimi e asfissianti controlli, in cui a priori chi intende fare impresa può risultare scoraggiato.
Anche perchè, a fronte del recente rafforzamento della lotta all’evasione, ben poco si è fatto finora per liberalizzare il mercato del lavoro, semplificare le procedure e i costi per fare impresa (la contabilità cosiddetta “semplificata” di fatto, pur prevedendo agevolazioni fiscali, non è altro che una manovra anti-evasione) e ridurre il peso fiscale sulle imprese, al momento tra i più alti del mondo.

PER CHI HA UNA PARTITA IVA INATTIVA... 
Come noto è stata prorogata la scadenza per lachiusura delle Partite Iva inattive: ci sono ancora quattro mesi per pagare la mini sanzione, prevista per tutti coloro che hanno omesso di presentare la dichiarazione di cessazione attività di cui all’articolo 35 comma 3 del DPR 633 del 1972.

Il decreto Milleproroghe ha fatto slittare il termine ultimo al 2 aprile 2012. La normativa resta quella: in caso di cessazioni di attività, il contribuente - entro trenta giorni - deve presentare la relativa dichiarazione utilizzando i modelli messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
E’ così che il decreto legge 98/2011 ha introdotto una mini sanzione di 129 euro da versare entro lo scorso 4 ottobre. In questo modo i titolari di Partita Iva inattive potevano regolare la loro posizione senza incorrere in sanzioni che possono arrivare anche a 2.065 euro.
Il recente decreto mille proroghe ha riaperto i termini, già ampiamente scaduti, offrendo un’ulteriore possibilità agli inadempienti fino al prossimo 31 marzo 2012 che, considerando che cade di sabato, il termine slitta a lunedì 2 aprile.
Per la chiusura delle Partite Iva inattive è sufficiente versare una mini sanzione di 129 euro senza presentare alcuna documentazione. Il versamento deve essere effettuato mediantemodello F24 utilizzando il codice 8110 denominato “sanzione per l’omessa presentazione della dichiarazione di cessazione attività”.
Nel modello F24, oltre al codice tributo, dovranno essere indicati i dati anagrafici e il codice fiscale del contribuente, la lettera “R” nel campo “Tipo” della sezione “Erario”, il numero della Partita Iva da cessare e l’anno di cessazione dell’attività.
Il versamento della mini sanzione non permette di fare compensazioni con eventuali crediti spettanti dal contribuente.

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