PARLIAMO DI STUDI DI SETTORE...

Ormai l'anno 2014 in vista anche della comunicazione dati iva che scade il prossimo 28 febbraio è passato agli archivi, ma molti contribuenti non seguiti magari bene dal proprio consulente, avranno in sede di unico le solite problematiche relative agli studi di settore che impongono, seppur non in maniera obbligatoria, la dichiarazione di ricavi in base a dei parametri che per la categoria riguardano principalmente 4 aspetti:
1 - costo dei prodotti acquistati
2 - costo dei servizi (formazione, consulenze, pubblicità) e delle spese generali (quali utenze, manutenzioni, assicurazioni)
3 - costo del personale (comprensivo di inps, inail, tfr)
4 - ammontare del valore dei cespiti o beni ammortizzabili.
Sono queste quattro voci che determinano quanto un salone deve dichiarare per essere cogruo e coerente secondo i dettami dello studio di settore.
L'errore che spesso fa il parrucchiere, così come l'estetista, sta nell'acquistare quantità di prodotto per perseguire a volte logiche non ti acquisto al prezzo ottimale, ma di acquisto ancorato a servizi (come la formazione) che le aziende gli rivolgono. Il consiglio è: acquistare sempre al prezzo migliore e acquistare i servizi a parte. Se noi sappiamo che il nostro salone fattura in un anno 100.000 euro di ricavi, dobbiamo dividere questa cifra per 5; il risultato ci dice che la soglia massima di acquisto di prodotto iva esclusa non può superare i 20.000 euro. Per il personale, il rapporto è invece 1 a 3. Se abbiamo due persone assunte e la cifra che abbiamo pagato per tenerli in attività è stata di 35.000 euro, dobbiamo moltiplicare questa voce di costo per 3. Il risultato ci da che per non avere problemi legati ai parametri, i ricavi non possono essere inferiori a 105.000 euro; qualora per la crisi o per difficoltà di altro tipo, già sappiamo che non è possibile arrivare a tale cifra, dobbiamo subito prospettare già dall'inizio del 2015 di una modifica contrattuale dei dipendenti, oltre a pianificare in senso inverso, una forte campagna di marketing per aumentare i ricavi.
Per i servizi il rapporto è 1 a 5. Per cui sappiamo già da ora che prospettando per il 2015 un volume d'affari di 100.000 euro, tale voce di costo non deve superare i 20.000 euro. Lasciando fuori la voce del valore dei cespiti (se rinnoviamo il salone aspettiamoci un aumento dei ricavi che dobbiamo generare a fine anno per essere congrui), già da febbraio sappiamo quanto dobbiamo acquistare, quanto possiamo spendere per il personale e quanto in servizi. E' un modo veloce e intelligente di pianificare il tuo budget nel 2015 considerando questo ragionamento che ti ho appena fatto. Noi che seguiamo i parrucchieri e le estetiste da anni, non facciamo altro che seguire i nostri clienti in questo modo, affinchè non ci siano poi situazioni nelle quali, per errori commerciali nell'acquisto dei prodotti o nell'assunzione del personale, ci siano poi ripercussioni di non congruità con relativi ulteriori uscite finanziarie da sostenere in sede di dichiarazione dei redditi. Buon lavoro.

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