ALCUNI CHIARIMENTI SULL'AFFITTO POLTRONA

Per fare chiarezza su questo nuovo istituto giuridico che può essere applicato ai saloni di bellezza italiani, tenendo in considerazione quanto disciplinano poi a livello regolamentare i diversi comuni e le diverse regioni italiane, tempo fa l’Agenzia delle Entrate ha dato risposta al quesito posto in merito al trattamento fiscale dell’affitto di poltrona di salone di bellezza ovvero di gabina di estetista, qualificandolo, in linea di massima, quale locazione di bene strumentale d’impresa.
L’Agenzia delle Entrate ha dato risposta al quesito posto in merito al trattamento fiscale dell’affitto di poltrona di salone di bellezza ovvero di gabina di estetista, qualificandolo, in linea di massima, quale locazione di bene strumentale d’impresa.
La risposta appare perfettamente in linea con quanto già anticipato in più occasioni ed in vari eventi e, riteniamo, possa conferire delle certezze capaci di agevolare la decisione di dare esecuzione a questa formula contrattuale.
Più precisamente, secondo l’Agenzia delle Entrate, la fattispecie “appare riconducibile allo schema della locazione dell’immobile strumentale”.  Secondo l’amministrazione finanziaria, infatti, la “disponibilità di beni mobili (tra i quali figurano la poltrona, oltre alle attrezzature e alla erogazione dei servizi richiesti per l’esercizio dell’attività) si pone in chiave accessoria e complementare rispetto alla messa a disposizione dell’immobile”.
Come conseguenza diretta di quanto sopra, il corrispettivo ricevuto dal salone (concessionario) sarà soggetto ad Iva ad aliquota ordinaria del 21%, ed il relativo contratto di locazione sarà soggetto a registrazione con l’applicazione dell’imposta di registro dell’1% ai sensi dell’articolo 5 della tariffa parte prima allegata al DPR n. 131/1986.
Ai fini delle imposte dirette è confermato che il corrispettivo costituisce per il dante causa (concedente) un ricavo ai fini della determinazione del reddito d’impresa ed un componente positivo del valore della produzione ai fini IRAP e che, in modo speculare, per l’avente causa (concessionario), costituisce un costo deducibile dal reddito d’impresa e dal valore della produzione IRAP.
Per quanto non riportato si rinvia alle informazioni generali cliccando qui.

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